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    June 07

    HOUSEOLOGY / La storia. Anno per anno

     
    ...si parte dal 1981
     
     
    Cronaca, tanto per ricordare. Giovanni Paolo II viene ferito, Mitterand viene eletto presidente della Francia, il Principe Carlo sposa Lady Diana. Dagli U.S.A. due notizie: una cattivissima e una buonissima. La prima è che sì registrano i primi casi di AIDS. la seconda vede protagonista il citato movimento house all'inizio del proprio corso. L'idea dell'house e della sua sperimentazione non vieni fuori cosìdal nulla, non nasce dalla sera alla mattina,  ma si sviluppa con il trascorrere deglianni su precisa esigenza e adattamento dei tempi, quasi che le sonorità volessero una semplice linea di basso, una casa in quattro quarti e una stesura di suoni. E' il periodo della musica elettronica europea, dei Depeche Mode e dei Soft Cell, Giorgio Moroder e Klein e di un migliaio di produttori italiani che da tempo hanno trovato fama in aree come quelle di New York e Chicago. Piaccia o no, la house music è comunque una discendente della Disco. Mentre i frequentatori dei locali più "in" bazzicano il Komishi Park di Chicago, ci si accorge che i brani di  discomusic non hann più una certa spinta ritmica. E' quindi la batteria elettronica che rivoluziona il modo di ballare e inveta l'house music. Una delle ragioni della popolarità di questa nuova dance music è l'abbattimento delle barriere che separano razze, sessi e culture. La house diventa una variante per coloro che sisono stancati di generi come l'R&B o la Disco. Nasce sull'asse New York-Chicago, il movimento. I primi esperimenti vengono fatti direttamente nei club più spregiudicati. Sono i dj che, sfruttando i breackbeat iniziali di ogni disco aumentano l'enrgia sonora.
    Uno dei pionieri del genere risulta essere il mitico Keith Farley Williams, ovvero Farley "Jackmaster Funk". Keith, con Mickey Oliver, Ralphi Rosario, Kenny Jason e Steve "Silk" Hurley, mette in piedi l'Hot Mix 5. I componenti si alternano e a far parte del gruppo entrano Mario"Smokin" Diaz e Scott Seals, affiancati in un secondo tempo a Julian Perez e Edwards Crosby. Obbiettivo congiunto: dare una giusta forma a ciò che che viene composto divulgando il più possibile il prodoto (l'esperimento), prima testandolo sulla gente per mezzo delle discoteche di tendenza e poi promuovendolo attraverso le emittenti radiofonoche illegali, fuori legge (le cosiddette radio pirata in voga anche in Gran Bretagna). Partenza in sordina. Negli USA, la moda in quegli anni è tutta della scena hip-hop. Le prima copie di dischi huose hanno il sapore di alternativo, quasi a richiamare la non-politica punk. La West End Records stampa "Let's Go Dancing" di Loni Clarke. Ma a migliaia di chilometri c'è già qualcuno che involontariamente percorre la medesima e sperimentale strada. E' Paul Oakenfold che lavora al Covent Garden bar di Londra con l'aiuto del suo amico Trevor Fung. Paul diventa quasi un tabù sacrale per la nightpeople britannica. LWR è una radio pirata di Londra che conquista la fiducia dei discotecomani. Sempre in Inghilterra, David Weiss e Don Fagenson, includendo nel team di lavoro Sweat Pea Atkinson, Leonard Cohen, Harry Bowens e Donny Ray Mitchell, portano a termine la prima fatica de Was (Not Was); così insieme daranno il nome all'album stampato grazie al binomio ZE-Island. Il sound sarà elettronico, quasi acid, ammorbidito da armoniche ma incalzanti linee di basso, arricchito dal rap di MC5 e da semplevocali presi da dischi, trasmissioni televisive , dibattiti. S'impazza e si osa sempre più. Stesso genere poi per gli Yello, che ormai da un anno hanno presentato un avvenieristico album electro pop, definito pure futuristico e romantico. Dal mese di Agosto iniziano le trasmissioni del primo canale interamente dedicato alla musica. Si chiama MTV, cioè Music TeleVision. "I ragazzini di Chicago amavano ballare la house: erano innamorati della sua energia", commenta Frankie Knuckles.      
     
     
     
    April 25

    HOUSEOLOGY / House music: Il passato

    Le radici, la Disco e gli anni Ottanta
     
    Le Radici
     
     
    E' la House music, oggi, un genere musicale e, ora come non mai, una filosofia di vita: la musica della club culture e della dj culture che da quasi un ventennio, diversificandosi in svariati generi e sottogeneri, fa breccia nel cuore di tutti. House music. Per conoscerla  meglio basta sintonizzarsi sui networks radiofonici, o meglio ancora, andare in discoteca, frequentare jeanserie, filodiffusione di fast food o negozi per disc jockey, oppure partecipare a una onenight. E' senza dubbio il ritmo del futuro: potremo udire sempre il suo soul, la sua anima, il suo groove cambiare, evolversi e fuggire via imprevedibile e imprendibile. Sempre nuova e paradossalmente già vecchia, come la società dei consumi vuole, la house non è certo seconda a nessuno: sono occorsi molti anni per vedere nascere da quel grezzo essenziale nucleo sonoro, pianeti e satelliti. Ma la ramificazione è ancora in corso ed è dovuta prorpio alla sperimentazione, alla voglia di osare e di associare sempre più la tecnologia all'invano tentativo dell'uomo alla ricerca del nuovo. E la house music è il nuovo, una sorpresa continua ma senza etichetta, senza marchio, libera e in contrapposizione con l'aspetto commerciale che le permette di sopravvivere e di restare viva nel sottobosco, nel mercato alternativo. Perchè è facile passare da un curato proggetto di una multinazionale (destinato al trionfo per svariati motivi) a un disco promozionale, cioè una white label, che resterà quello che è, oppure un acetato, copia unica di un disco prova che dà modo al produttore di testare nelle sue perfomance notturne quello che ha realizzato nello studio di registrazione. Ciò nonostante, la housemusic resat una musica homemade, fatta appunto in casa. Molti sostengono ancora che l'etimo provenga dal club Wharehouse di Chicago,ma avranno ragione delle loro convinzioni? Gli ingredienti, micidiali e fondmentali per la riuscita del cocktail sono: un ritmo serrato, guidato, incanalato e incalzante, ricco di un'energia travolgente, incontenibile e incontrollabile, da sommare alle idee. E' la miscela esplosiva alla quale si sono convertiti anche personaggi del mondo pop tipo: Prince, M. Jackson, Madonna, Celine Dion, Tori Amos, G. Estefan, W. Houston e tanti altri. Anche i nostri connazionali L. Dalla e M. Rei remixati da Todd Terry. Negli ultimi anni pure personaggi come U2, L. Kravitz, Smashing Pumpkins, e D. Bawie hanno optato per un sound che si ispira al futuro. Il club è il luogo per i test:se no funziona lì, allora il proggetto è un probabile flop. E se muore lì nel club, nessuno se ne accorge. Non c'è rischio. Una pozione per l'eterna giovinezza, la house che si spera venga protetta. Ha cultura, radici intercontinentali e multirazziali, e va rispettata e tutelata. Radici. Sono da ricercare negli Stati Uniti, quando nel 1981, a Chicago, la città più statunitense degli USA, soprannominata Windy City per il suo forte e sempre presente vento, negli anni Trenta famosa solo per Al Capone, alcuni dj di diverse radio pensano bene di sviluppare la Discomusic degli anni Settanta per dare vita a un nouvo movimento e a uno stile musicale, inizialmente senza nome, ma conuna timbrica particolare. Giocando con i primi campionatori e sperimentando inprima persona strumentazioni all'avanguardia, nasce la House sound of Chicago, più tardi di qualche anno diviso in deep e garage.  La Discomusic è realmente in un'evidente fase di stanca. Mentre nasce il sindacato  polacco di Solidarnosc, mentre a New York ammazzano Jhon Lennon, Mentre muor il maresciallo Tito e Umberto Eco pubblica "Il Nome della Rosa", si evolve la teoria secondo cui la musica è in procinto di mutare profondmente grazie alle sperimentazioni tecnologiche apportate dai nuovi stravolgenti macchinari. Nel mondo della house il dj è un paradosso: è produttore, è compositore, è musicista, è discografico, è editore, è promotore e recensoredel suo stesso brano, che quasi rischia di riacquistare in una comune rivendita, almeno se non sta attento all'offerta e soprattutto all'etichetta. Qui sta il suo limite ma pure la bellezza del gioco delle realizzazioni destinate all'uso esclusivo in discoteca. Che, proprio per l'interesse che si crea in questo settore, vengono consacrate grazie a un determinante mezzo di comunicazione: la radio.
    April 21

    HOUSEOLOGY / House Music - overture -

    Siamo in una fase significativa della crescita della musica dance nel contesto generale della consapevolezza musicale di massa: sono passati più di quindici anni dall'avvento della house music e siamo al punto che questo avvento debba essere storiccizzato. Quindi i protagonisti di questo movimento permeato di culture alternative e infarinato di spunti sociologici, necessita siano indicizzati. Dobbiamo spiegare alle nuove generazioni di amatori che non hanno cognizione del 'prima' come fenomeno della 'house' e della musica elettronica in genere si è propagato, diffuso, abbattendo barriere nazionali, classiste, sessuali, unendo poi il tutto alla fine in una pista da ballo grande come il GLOBO. Bisogna sia fatta un'analisi del passato migliorando gli aspetti rimasti non sviluppati o che addirittura potrebbero essere stati trascurati quando non ignorati. Ciò è diventato necessario: come in ogni rivoluzione che si rispetti, nella foga e nell'entusiasmo del rinnovamento epocale, di imporre il nuovo genere, abbiamo(noi: dj elettronici, formatisi negli anni Ottanta) senza dubbio tralasciatocontenuti e idee di spessore del nostro passato prossimo; accantonato stili di successo e moduli consolidati di sviluppo e la testimonianza del ritorno sistematico del passato (l'electro, la techno, la Disco, gli anni Ottanta) ne è il sintomo evidente. Ho sempre creduto e sostenuto che la house avesse un potere autorigenerativo, non essendo un genere musicale ma uno stile di vivere e interpretare la musica da ballo in piena libertà espressiva: essa può infatti assorbire qualsiasi elemento culturale e sonoro che abbia legami, più o meno razionali, ricontestualizzando suoni antichi e trame moderne attraverso l'arma "letale" del campionamento elevata ad Arte. Da qui la mia fiducia per future nuove sorprese sonore che, a differenza del passato, oggi possono arrivare da ogni dove grazie alla rete e grazie all'era "coloniale" rappresentata dal rock e la sua propagazione per modelli di emulazione. Ovunque è il pianeta: col suo network di comunicazioni veloci e col suo tam tam mediatico che ha di fatto decentrato i riferimenti geografici e stereoptipati (Londra, New York, Parigi...) della creatività musicale. Prorpio per questi motivi ogni supporto letterario è ben accettto, anzi auspicato, perchè solo una lettura attenta e appassionata possono sedimentare dentro di noi emozioni, sentimenti, ricordi e curiosità, permettendo ai fatti di incastonarsi in un percorso storico che posssa rappresentare il riscatto di un sotto genere con poca pochissima dignità musicale quale il suono elettronico veniva considerato ai suoi albori. Per chiudere mi rifaccio ad Andy Wharol, riconoscere di essere stato almeno un quarto d'ora nella vita, protagonista di questo affascinante viaggio musicale notturno.    
    April 12

    GRAZIE CHIARA!

     Chiara grazie mille ti sei messa a piena disposizione ti devo un favore enorme quando vuoi! Ti sono debitore..... TVB ciaooooooooooo.